lunedì 9 maggio 2011

USA

USA

UNITA' D'ITALIA

Tappe dell’unità d’Italia
1848-1849 = prima guerra d’indipendenza (nessun risultato)
1859 = seconda guerra d’indipendenza (si ottiene l’Italia centrale)
1860 = spedizione dei Mille (si ottiene l’Italia meridionale)
1866 = terza guerra d’indipendenza (non si ottiene niente con la guerra, ma poi tramite le vittorie della Prussia si annette il veneto)
1870 = annessione di Roma
1915-1918 = prima guerra mondiale
Seconda guerra d’indipendenza
Perché il Piemonte prende l’iniziativa?
1) È l’unico stato che non è dipendente dalle grandi potenze;
2) La dominazione straniera (austriaca) e le dogane,le monete e le misure diverse non permettevano lo sviluppo economico;
3) Voleva espandere il dominio dei Savoia;
4) Il Piemonte era già avanzato grazie a Cavour ( “le riforme fatte a tempo evitano le rivoluzioni” )
Con gli accordi di Plombières del 1859 il Piemonte si allea con la Francia (Napoleone III contro l’Austria) -->in cambio Savoia, Nizza e principi francesi in Italia.
Si crea un governo provvisorio dopo un’insurrezione a Firenze.
Fattore imprevisto : guerra regia e guerra di popolo. Insurrezioni popolari insieme alla guerra regia (Toscana ed Emilia chiedono l’annessione) e a Napoleone non va bene.
11 LUGLIO 1859 = armistizio di Villafranca tra Austria e Francia = Lombardia al Piemonte + ritorno dei sovrani spodestati nel centro Italia + dimissioni Cavour.
La spedizione dei mille
Il Piemonte non poteva attaccare (no casus belli)
Regno delle due Sicilie : rivolta popolare contro i Borbone : Garibaldi raccoglie 1000 volontari e va ad aiutarli (parte da Quarto e sbarca a Marsala). I Borbone scappano a Gaeta.
Cavour convince Napoleone ad accettare l’intervento Piemontese nelle terre pontificie per fermare Garibaldi (motivazione ufficiale : ripristinare l’ordine )
Mazzini avrebbe voluto convocare in Roma liberata un’assemblea costituente.
Garibaldi incontra l’esercito Piemontese a Teano e consegna l’Italia meridionale al Re (soluzione più praticabile : decisione già presa con i plebisciti --> Mazzini deluso e Garibaldini mandati a casa. Garibaldi si ritira.)
1861 : il parlamento proclama Vittorio Emanuele II re d’Italia. (continuità dinastica)
Piemontesizzazione : estensione a tutto il regno d’Italia dello statuto Albertino, della legislazione piemontese, della stessa moneta e misura, tutti i condottieri, i ministri e i funzionari erano piemontesi (rimarrà così fino alla prima guerra mondiale)
L’Italia dopo l’unità
-il 70% degli Italiani vive grazie all’agricoltura (molto arretrata);
- l’industria è anch’essa arretrata e dipende dall’estero per la mancanza, sul suolo italiano, delle materie prime;
- non c’era un mercato unitario;
- rete ferroviaria scarsa;
- Analfabetismo : frammentazione linguistica e Italiano per pochi.

Cavour :
Rottura con il movimento garibaldino -> tutti licenziati
Chiesa ->libera chiesa in libero stato ->Roma capitale attraverso vie diplomatiche
Pio IX molto conservatore non lo permette; Cavour non riesce a completare la sua opera perché muore nel giugno del 1861.
Le riforme della destra storica
Durante l’unificazione prevale una politica centralistica (che porta instabilità)
Leggi unificatrici :
x) uniformare moneta e misura, amministrazione,dogane,sanità,sicurezza (piemontesizzazione) ;
x)lo stato si accolla il debito pubblico di tutte le regioni
x)politica di lavori pubblici
x)due anni di scuola elementare obbligatoria
x)matrimonio civile : ispirazione al modello napoleonico
x)servizio di leva obbligatorio
x)Spese militari e di guerra
conseguenze :
Forte deficit : si prova a colmarlo vendendo le terre demaniali ed ecclesiastiche, aumento delle tasse indirette e infine nel 1876 la tassa sul macinato.
La questione meridionale : lo stato vende le ex terre borboniche ed ecclesiastiche a piccoli lotti, con la buona intenzione di farle comperare ai contadini, ma questi sono troppo poveri per permettersele, e così queste vengono comperate dai grandi proprietari terrieri e favoriscono l’arricchimento del latifondo. In più, queste terre ormai vendute, vengono recintate, togliendo così pascoli agli allevatori. Ci vorrebbero molti soldi per risanare il territorio.
Il brigantaggio : nasce nel 1861 come espressione del disagio della società. L’unificazione portò la delusione per il problema irrisolto delle terre e fu traumatico l’impatto del meridione con l’economia progredita del nord, che portò fallimenti, crisi e disoccupazione. Protesta contro il pesante prelievo fiscale e contro la leva obbligatoria . Fomentazione da parte dei borbone e del papa per trasformare questa rivolta in guerra legittimistica = presa dal governo italiano come guerra = inviato un esercito per fermare il fenomeno = problema risolto senza risolvere le cause : il problema torna nel 66-67 con la vendita dei beni ecclesiastici.
Terza guerra d’indipendenza, liberazione del veneto e di roma
Nel 1866 l’Austria offre il veneto in cambio della neutralità dell’Italia nella guerra austro-prussiana : rifiutato per onore militare.
Bismarck propone all’Italia una lega Anti-Asburgica : l’italia perde a Custoza e a Lissa ma la Prussia vince a Sadova e quindi avviene la cessione del veneto tramite Napoleone III (Pace di Praga - guerra franco – prussiana).
Il ministro Rattazzi (amico di Garibaldi) incoraggia l’iniziativa di Garibaldi per liberare Roma = ultimatum di Napoleone III = governo italiano costretto a fermare Garibaldi con l’esercito = Rattazzi si deve dimettere (inimicizia del popolo + brigantaggio ) = convenzione di settembre : no attacchi allo stato pontificio + spostamento della capitale da Torino a Firenze.
Napoleone III viene sconfitto a Sedan, l’Italia si sente sciolta dalle convenzioni di settembre. Estremo tentativo diplomatico del Papa = il 20 settembre 1870 : breccia di porta Pia e plebiscito per l’annessione di Roma all’Italia.
1871 legge delle guarentigie per regolare il rapporto stato-chiesa:
- Regolazione militare (il papa la sente come un Diktat e si proclama prigioniero dello stato italiano e raccomanda ai cattolici italiani di non partecipare alla vita politica del paese –non expedit-)
- Libero esercizio dei poteri spirituali
- Disponibilità dei palazzi vaticani, laterano e castel gandolfo
- 3.255.000 £ per il mantenimento della corte papale.

GUERRA FREDDA

Fu definita guerra fredda la contrapposizione che venne a crearsi alla fine della seconda guerra mondiale tra due blocchi internazionali, generalmente categorizzati come Occidente (gli Stati Uniti d'America, gli alleati della NATO e i Paesi amici) e Oriente, o più spesso blocco comunista (l'Unione Sovietica, gli alleati del Patto di Varsavia e i Paesi amici).
Tale tensione, durata circa mezzo secolo, pur non concretizzandosi mai in un conflitto militare diretto (la disponibilità di armi nucleari per entrambe le parti avrebbe irreparabilmente distrutto l'intero pianeta), si sviluppò nel corso degli anni su vari campi: militare, spaziale, ideologico, psicologico, tecnologico, sportivo.
Il termine fu introdotto nel 1947 dal consigliere presidenziale Bernard Baruch e dal giornalista Walter Lippmann per descrivere l'emergere delle tensioni tra due alleati della seconda guerra mondiale.[1]
La fase più critica e potenzialmente pericolosa della guerra fredda fu quella compresa fra gli anni cinquanta e settanta. Già dai primi anni ottanta i due blocchi avviarono un graduale processo di distensione e disarmo; tuttavia la fine di questo periodo storico viene convenzionalmente fatta coincidere con la caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989).

Negli anni cinquanta, la popolazione civile in America venne costretta ad esercitazioni contro i raid aerei ed incoraggiata a costruirsi dei rifugi antiatomici personali. Questo atteggiamento di paura raggiunse i livelli più alti durante la crisi missilistica di Cuba, risolta in extremis da Kennedy (poi assassinato) e Chrušcëv (successivamente sostituito e ritiratosi a vita privata) e col passare degli anni svanì; comunque, la consapevolezza della guerra e delle sue potenziali conseguenze fu una costante. Le indicazioni per i rifugi nei grossi edifici, le proteste sul posizionamento di missili nucleari a corto raggio in Germania, Cuba e Turchia, lo spesso citato orologio dell'apocalisse nucleare, le fotografie di cadaveri impigliati nel filo spinato del Muro di Berlino, cosi come film tipo Wargames - Giochi di guerra, Alba rossa e The Day After - Il giorno dopo mantennero alta la consapevolezza.
La principale conseguenza diretta del particolare clima creatosi negli Stati Uniti con la guerra fredda, fu il cosiddetto Maccartismo, una serie di inchieste politico-giudiziarie svoltesi fra gli anni 'quaranta e cinquanta, tese a colpire qualunque possibile "influenza comunista" negli apparati dello stato, e persino nei comportamenti di singoli individui. Tali inchieste, condotte spesso anche in palese contrasto con i principi costituzionali e giuridici statunitensi, colpirono numerosi soggetti, in molti casi soltanto sulla base di un semplice sospetto.
Fra di essi vi furono anche famosi personaggi della cultura e dello spettacolo, tanto che la paura di incappare nelle maglie delle inchieste anticomuniste finì per condizionare anche le scelte artistiche di scrittori, registi e produttori cinematografici che, salvo eccezioni, dovettero sempre tenersi, in quegli anni, su una linea "politicamente corretta". Il maccartismo fu figlio del clima di tensione e paura creatosi a partire dai tardi anni quaranta, ma certamente, con i suoi processi accusatori e la sua caccia spesso immotivata al traditore, finì per essere al tempo stesso moltiplicatore di tale clima di paura, grazie anche alla risonanza che tali vicende avevano presso i mass media.
La guerra fredda ispirò molte case cinematografiche e molti scrittori, risultando in un enorme numero di libri e film, alcuni più fantasiosi (come la serie dedicata a James Bond), altri più realistici e dettagliati; in particolare Tom Clancy, e più tardi con ancora maggiore realismo tecnico e politico il britannico John Le Carré, furono maestri nel descrivere vividamente gli agenti segreti e la guerra di spionaggio che avveniva sotto la superficie.

SECONDA GUERRA MONDIALE

La seconda guerra mondiale è il conflitto che tra il 1939 e il 1945 ha visto confrontarsi da un lato le potenze dell'Asse e dall'altro i paesi alleati. Viene definito «mondiale» in quanto, così come già accaduto per la Grande Guerra, vi parteciparono nazioni di tutti i continenti e le operazioni belliche interessarono gran parte del pianeta.
Ebbe inizio il 1º settembre 1939 con l'invasione della Polonia da parte della Germania; terminò, nel teatro europeo, l'8 maggio 1945 con la resa tedesca e, nel teatro asiatico, il successivo 2 settembre con la resa dell'Impero giapponese a seguito dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.
È considerato il più grande conflitto armato della storia, e costò all'umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri per un totale di 55 milioni di morti. Le popolazioni civili si trovarono, infatti, direttamente coinvolte nel conflitto a causa dell'utilizzo di armi sempre più potenti e distruttive, spesso deliberatamente indirizzate contro obiettivi non militari. Nel corso della guerra si consumò anche la tragedia dell'Olocausto perpetrata dai nazisti nei confronti degli ebrei.
Al termine del conflitto si instaurò un nuovo ordine mondiale, fondato sulla contrapposizione, nota come "guerra fredda", tra Stati Uniti ed Unione Sovietica, mentre l'Europa, ridotta ad un cumulo di macerie, proseguendo l'involuzione iniziata con il primo conflitto mondiale, perse definitivamente la propria egemonia sul pianeta.
L'inizio della guerra viene indicato da gran parte della storiografia nel 1º settembre del 1939. Quel giorno la Germania invase la Polonia, provocando, il successivo 3 settembre, la dichiarazione di guerra di Gran Bretagna e Francia, legate da un patto di alleanza con i polacchi e ormai decise a frenare l'aggressività tedesca. Il 17 settembre, sulla base degli accordi stabiliti dal Patto Molotov-Ribbentrop, l'Unione Sovietica invase a sua volta la Polonia, occupandone la parte orientale.
Altre periodizzazioni, meno tradizionali, fanno risalire concretamente l'inizio del conflitto con eventi bellici precedenti scatenati dalle tre Potenze del successivo Patto Tripartito: l'aggressione italiana all'Etiopia, la guerra di Spagna o l'attacco giapponese alla Cina.
Con il Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 venne reso pubblico l'armistizio di Cassibile: il Regno d'Italia fu la prima, fra le potenze maggiori, ad abbandonare il campo (più precisamente, l'Italia dichiarerà guerra, il 13 ottobre del 1943, all'ex alleato tedesco).
Il 23 agosto del 1944 venne arrestato Ion Antonescu, conducator della Romania. Sette giorni dopo, la Romania dichiarò guerra alla Germania. L'armistizio, per lo più dettato dai sovietici, fu firmato dai rumeni il 12 settembre. Il colpo di stato ai danni di Antonescu, secondo alcuni[121], potrebbe aver accorciato la seconda guerra mondiale di circa sei mesi, rendendo più rapida l'avanzata sovietica.
Il 17 agosto 1944 Pierre Laval diede le dimissioni da capo del governo della Francia di Vichy, mentre tre giorni dopo Philippe Pétain venne condotto in Germania, pressoché prigioniero dei tedeschi. La liberazione di Parigi (25 agosto) segnò la fine dell'operazione Overlord.
Il 4 settembre 1944, la Finlandia pattuì con i sovietici un cessate il fuoco. Il 19 settembre le due parti firmarono l'armistizio di Mosca, che pose fine alla "guerra di continuazione". Tra gli accordi, l'impegno dei finlandesi a scacciare tutti i nazisti presenti in patria: la Finlandia dichiarò guerra alla Germania il 28 settembre, impegnandosi contro di essa nella guerra di Lapponia.
Il 15 ottobre 1944 Miklós Horthy, capo provvisorio dello stato ungherese, avviò colloqui di resa coi sovietici; venne arrestato e sostituito da Ferenc Szálasi. Il 4 aprile 1945 si conclusero ufficialmente le operazioni sovietiche per scacciare i nazisti dall'Ungheria.
Il 6 aprile 1945 gli alleati danno inizio all'offensiva di primavera nell'Italia settentrionale con l'obbiettivo di liberare tutto il nord Italia dall'occupazione nazista e far crollare il regime della Repubblica Sociale Italiana.
Il 25 aprile 1945 i partigiani italiani liberarono Milano e Torino. La fine della Repubblica di Salò venne sancita da Benito Mussolini: militari e civili vennero sollevati dal vincolo di giuramento. Mussolini venne fucilato il 28 aprile. La sconfitta ufficiale dell'RSI avvenne il 29 aprile, mentre il dispositivo della resa di Caserta entrò in vigore il 2 maggio.
Il 7 maggio 1945 Alfred Jodl firmò la resa incondizionata delle forze armate tedesche a Reims, di fronte ai rappresentanti militari degli Alleati occidentali. Il giorno dopo finì formalmente la guerra in Europa. Le forze dell'Impero giapponese si ritirarono ovunque ma non si arresero.
L'8 maggio 1945 Wilhelm Keitel firmò la resa definitiva della Wehrmacht a Berlino di fronte ai capi militari dell'Armata Rossa.
Il 6 agosto 1945 il quadrimotore B-29 Enola Gay sganciò una bomba atomica sulla città di Hiroshima (Giappone). Il 9 agosto un secondo ordigno nucleare fu sganciato su Nagasaki. Il 15 agosto l'imperatore Hiro Hito annunciò la resa incondizionata del Giappone, ponendo fine alla guerra.

VIDEOCLIP

Il videoclip (conosciuto in Italia anche come video musicale o anche semplicemente video o clip) è un breve filmato prodotto a scopo promozionale per un brano musicale, solitamente una canzone presente in tutta la lunghezza del video.
In alcune parti del mondo, come in Giappone, è anche detto promotional video, abbreviato in PV.
I videoclip utilizzano differenti forme stilistiche ed espressive per commentare visivamente il brano musicale: molti di essi si compongono della semplice riproduzione filmica del cantante o del gruppo musicale che eseguono il brano; altri creano minifilm con trama (recitati talvolta dagli stessi componenti del gruppo) oppure non narrativi e si possono avvalere di sequenze animate o di immagini documentaristiche.
La pratica di abbinamento di immagini filmate a brani musicali risale sin dagli anni cinquanta, ma il videoclip diviene molto popolare a partire dall'inizio degli anni ottanta con la nascita delle prime televisioni con palinsesto interamente musicale.